Galileo

IL SILENZIO E LO SGUARDO
concerto galileiano per voci e corpi celesti

Studio teatrale dall’opera originale di Eugenio De Martino

Progetto e coordinamento scenico di Roberto Caruso

Coreografie di Cristina Minoja

progetto: IL CIELO SOPRA LA SPECOLA

Il testo immagina Galileo che, a fine carriera, disegna il bilancio di un’esistenza e ne illustra i motivi, scientifici e umani, duettando con un coro che “canta” il punto di vista del Volgo mentre si avverte la presenza magica del telescopio che crea “una specie di radio degli occhi”.
L’immaginazione reagisce alla potente aggressione della materia osservata e forma nuova materia poetica, nutrendosi delle immagini e dei ritmi evocati dalle espressioni corporee dell’universo. I riti di Fratello Sole, di Sorella luna e dei pianeti, vecchi e nuovi, nel coro dei mondi, la liturgia di venti e maree, di suoni e colori, suggeriscono le stanze di un racconto che ha l’accento stupito e talora raggiante di profonda gioia di chi, con nuovi occhi, scruta

il meraviglioso divino Libro e i suoi tesori svela.

Galileo nel pronunciare la sua abiura, non si era piegato alla paura e al disonore, ma soltanto ad un tempo che non era il suo … ma la vita che sfugge nel crepuscolo implacabile dell’età non sopporta infingimenti, menzogne, viltà… e le Segrete Stanze non più coprono vizi e delitti e segreti ma, lentamente, s’aprono ad altri occhi, grandiosi e ignari, acerbo preludio d’altro tempo e d’altra Storia… e, in un fitto dialogo animoso e implacabile, si consuma in un sospiro la straniante bellezza di quell’unico volo che ci è concesso tentare…
(dalla presentazione di Eugenio De Martino)

… La Scintilla divina soffoca e si spenge
se l’uomo stesso che l’accoglie
non si prende cura d’essa,
per propria colpa o per avversa fortuna
o per disgraziato censo…
L’Uomo stesso! Che far sua, deve la sua vita,
e abbandonare la Madre, quando è tempo di farlo;
e il padre, quando è tempo di farlo…
e navigare nell’aperto mare…
Perché conoscerà le stelle, e i pianeti,
e saprà, dunque, misurare la rotta,
e condurre la nave dove il cuore suo
e la mente avvezza alla ragione, vorranno…
E se tempesta sarà
(e tempesta sarà perché la vita stessa è ardente tempesta),
egli perirà o vivrà per gli umani accadimenti,
ma a testa alta …

L’autore del testo
Eugenio De Martino è nato a Trapani nel 1955, e alterna l’attività di Educatore presso la Casa di Reclusione di Favignana (TP) con quella di autore di racconti, poesie e testi teatrali. In diverse occasioni, nell’ambito di progetti socioculturali sono stati rappresentati i suoi testi, tra gli altri:
- “Il Cavaliere dalla Trista Figura” (ispirato al Don Chisciotte), messo in scena, nel 2005, presso la “Cittadella della Salute” di Trapani e al Teatro “San Barnaba” di Valderice (TP):
- “Io non festeggio l’8 marzo”, composto in occasione della giornata della donna, rappresentato nel 2006 presso la sede provinciale della CGIL di Trapani;
- “Variazioni sul tema”, realizzato in forma di lettura scenica da Abracalam, nel 2008, è stato proposto in varie occasioni nel corso di manifestazioni e rassegne nazionali:
- “Passeri sbannuti”, inscenato a settembre 2008, presso la Villa Margherita in Trapani, nell’ambito delle manifestazioni per il ventennale della morte di Mauro Rostagno.

Padova, Centro culurale San Gaetano  - 18 e 19 aprile 2009

 

 

 

Padova - Teatro delle Maddalene, 30 ottobre 2009