D.Corpo
D.CORPO
studio teatrale al femminile
di e con Anna Cappotto e Erica Cecchinato
Perché la parola corpo pesa così tanto nella lingua delle donne?
Perché ha un peso specifico così grave?
Perché in questo peso riconosciamo il luogo mitologico di ogni possibile contraddizione, gloria
e mutilazione, potere e perdita, lusinga e lacerazione?
Il corpo femminile si trova molto stretto del mito della bellezza statica che gli è stato cucito addosso.
Sta stretto anche in quell’ideale di attesa e passività che costituisce storicamente l’essenza della femminilità.
E’ difficile trovare una donna che sia contenta del proprio corpo, anzi, si direbbe che più sono belle e meno sono contente di sé , preoccupate di deludere, di non essere all’altezza delle aspettative altrui.
E’ l’idea della perfezione che tormenta , ferisce, guasta i rapporti che ogni donna ha con il proprio corpo.
Un’ idea di bellezza che non corrisponde a nessuna realtà.
Eppure tutte siamo affascinate dalle possibilità comunicative del nostro corpo.
Ogni donna, per quanto dimostri di poter sostenere qualunque conversazione dovrà fare i conti con la scarsa riconoscibilità della sua voce, perché una donna sta sempre parlando, se non con la bocca, con l’abito, la camminata e persino con la scelta della borsetta.









