Hannah
HANNAH
(Omaggio ad Hannah Arendt)
progetto di promozione socioteatrale
con Cristina Minoja
Hannah Arendt,
filosofa e politologa, allieva di Heidegger e Jaspers,
emigra nel 1933 dalla Germania in Francia,
a causa delle persecuzioni contro gli ebrei,
e dal 1941 insegna nelle più prestigiose università degli Stati Uniti.
Nel 1961, come inviata del settimanale New Yorker,
assiste alle 120 sedute del processo,
a Gerusalemme, al criminale nazista Eichmann.
Il resoconto del processo e le considerazioni conclusive
furono poi riunite nel libro “Eichmann in Jerusalem”.
Dietro la “terribile normalità” dell’imputato,
Hannah rintraccia la questione della
“banalità del male”.
Una “normalità” più spaventosa di tutte le atrocità messe insieme,
poiché individua un nuovo tipo di criminale che
“commette i suoi crimini in circostanze
che quasi gli impediscono di accorgersi o di sentire che agisce male”.
Data l’estrema importanza e attualità del lavoro della Arendt,
per ricordarne le tesi e l’impegno,
è stata dedicata un’indagine scenica al suo pensiero:
gli interrogativi profondi sulla natura umana,
sugli ideali di giustizia e sulla memoria del passato,
con l’obiettivo di contribuire a tenere alto il livello di sensibilizzazione
sul tema dei diritti umani e della cultura di Pace.
28 gennaio 2008 - circolo Arci Pixelle
in occasione della Giornata della Memoria 2010






